Le Experience sono speciali attività off-site progettate per piccoli gruppi aziendali.

Integrando formazione e ben-essere, offrono ai partecipanti occasioni di apprendimento che mescolano natura, gusto, cura di sé e relazione con l’Altro. Per saperne di più visita l’area del sito dedicata….

back to top
Image Alt

Aziende

La difficile esperienza pandemica, già lontana e ancora minacciosa allo stesso tempo, ha comunque lasciato parecchi strascichi. Anche le aziende hanno dovuto ripensarsi, a partire dalla concezione stessa del lavoro. Si è parlato moltissimo di smart-working, modalità che l'emergenza sanitaria ha reso improvvisamente necessaria, laddove prima (in Italia) si trattava di sperimentazioni non particolarmente diffuse. E ora ci si domanda quanto questo modello persisterà a pandemia (del tutto) conclusa. A giudicare dai dati raccolti, pur con le molteplici difficoltà incontrate, il lavoro agile ha rivelato alcuni vantaggi e benefici, tanto sul piano organizzativo quanto su quello individuale. I problemi sono principalmente derivati da fatto che quello vissuto da molti italiani è stato in realtà un semplice "lavorare da casa" (con figli da gestire peraltro), ben diverso dal vero smart-working. Quest'ultimo prevede una ridefinizione della relazione fra Azienda e individuo in un'ottica di definizione più precisa e condivisa degli obiettivi e una maggior fiducia reciproca rispetto al loro raggiungimento. In estrema sintesi, il passaggio da una "cultura del cartellino" ad una cultura del risultato. Ma ci sono altre esigenze con cui persone e organizzazioni già si stavano confrontando e che l'epidemia di Covid ha reso ancora più evidenti: prima fra tutte il bisogno di ben-essere, cioè il desiderio di vivere e lavorare in contesti che tutelino e promuovano la salute psicofisica e relazionale. Per un'azienda questo significa rimettere in discussione l'assioma che vede nella generazione di profitto economico il primo e incontrastato obiettivo, il senso stesso della sua esistenza. Passare da profitto a valore e integrare la mera dimensione economica con quella personale, sociale e ambientale non è una sciocchezza! A tutto ciò dobbiamo sommare, o meglio tutto questo va inquadrato nelle semplici e spietate verità che la Natura (se così vogliamo chiamarla) ci ha ricordato senza mezze misure: non siamo immortali, non siamo isole e non siamo i padroni del mondo. La qualità (e prima ancora la possibilità) della nostra vita sulla terra interdipende da una molteplicità di fattori che sarebbe il caso di considerare con maggior attenzione, a partire dalla disponibilità di risorse naturali (aria inclusa!) fino alla convivenza e il rispetto delle altre specie animali e vegetali. Insomma, l'impressione è che sviluppare un approccio smart al lavoro, passaggio già di per sé non banale, non sia oggi più sufficiente. In una fase storica così delicata come quella in cui ci troviamo, bisogna allargare la prospettiva e coltivare una visione più ampia. A noi piace parlare di WISE-working, una "filosofia applicata" che, trasformando la parola in acronimo, possiamo ricondurre a 4 principi di base: Well-being: centralità del ben-essere complessivo di tutte le persone che animano un’organizzazione; Interdipendence: riconoscimento del vincolo di interdipendenza che lega tutte “le parti” di cui è composto un sistema organizzativo, i suoi molteplici interlocutori e l’ambiente fisico, sociale e naturale in cui è immerso; Sense & Susteinability: capacità di dare senso al lavoro quotidiano - anche in relazione alla sua sostenibilità complessiva nel tempo (compreso l’equilibrio vita-lavoro) - e possibilità di contribuire alle decisioni organizzative che alimentano il commitment e il sentimento di cura verso l’organizzazione, della quale ci si sente parte integrante; Empathy: valorizzazione della dimensione relazionale e cooperativa, riconosciuta come segno distintivo di una comunità umana sana. Per un approfondimento più dettagliato di quanto brevemente riassunto in questo articolo, invitiamo il lettore a scaricare il nostro paper, che raccoglie: i dati delle ricerche più recenti e significative relative allo smart-working pre, durante e post Covid; le evidenze emerse dagli studi rispetto alle aspettative di ben-essere all'interno dei contesti organizzativi; una definizione più precisa del significato di wiseworking e alcune riflessione sulla sua traduzione concreta. SCARICA IL PDF

Le organizzazioni stanno mostrando un interesse crescente al ben-essere delle persone che vi lavorano all'interno, tema oggi diventato possibilmente ancora più cruciale. Fra i molteplici progetti esistenti (di cui è facile trovare traccia sul web), ve ne sono alcuni particolarmente virtuosi e ambiziosi: seri, accurati e molto ben confezionati. È per questo che siamo orgogliosi di essere stati scelti da DANONE come partner per la traduzione in italiano e l'adattamento del corso 'Enabling Sustainable Diets', che la multinazionale francese (in collaborazione con UNITAR - United Nation Institute for Training And Reasearch) ha creato per offrire ai propri dipendenti una formazione dedicata all'alimentazione sana e sostenibile. Dall'attenzione alla stagionalità dei cibi ai metodi di coltivazione e allevamento, dalla lettura accurata delle etichette alla predilezione per i prodotti locali, dalla scelta dei metodi di cottura più salutari alla riduzione degli sprechi e dei rifiuti, il corso fornisce moltissime informazioni concrete per consentire ai partecipanti di maturare una reale consapevolezza dell'impatto delle proprie abitudini alimentari sulla salute personale e ambientale. Cogliere l'interdipendenza fra dimensione micro e macro e la ricaduta delle scelte individuali sull'ecosistema globale è uno dei principali obiettivi del percorso, che integra dati aggiornati, testimonianze di esperti e suggerimenti concreti. Nell'elaborare il materiale originale abbiamo riscontrato un allineamento pressoché totale ai principi e ai valori che guidano le attività di MensCorpore, trovandoci nella felice condizione di provare piacere e soddisfazione per il lavoro che veniva svolto. Ci auguriamo che iniziative come questa siano sempre più frequenti e che le aziende, soprattutto le più grandi e potenti (dal punto di vista dell'impatto complessivo delle loro attività), si muovano verso scelte e comportamenti orientati alla cura di tutti gli stakeholder coinvolti. MensCorpore è pronta a giocare il suo ruolo, laddove sarà possibile.

Cari Soci e Amici di MensCorpore, la tanto attesa "fase due" è ormai entrata in vigore da quasi due settimane e non sembrano esserci (per ora) segnali particolarmente preoccupanti dal punto di vista epidemiologico. Questo probabilmente anche grazie alle piccole grandi accortezze che noi cittadini stiamo dedicando a gesti e movimenti quotidiani: è importante continuare a mantenerle, consolidando abitudini tese alla tutela della salute propria e altrui, ricordandosi che l'una sostiene l'altra e viceversa. Proprio per questo noi andiamo avanti a suggerire stimoli (audio, video, articoli, iniziative