Che cos’è il Qi-Gong (1)

Redazione MensCorpore Corpo Leave a Comment

(Articolo di Maria Luisa Vocca dal titolo “Il qigong come strumento prezioso per la salute e la conoscenza“)

INTRODUZIONE AL QIGONG

La pratica del qigong è uno strumento importantissimo oltre che prezioso per ogni persona. Il Qigong, come tutte le pratiche che sono incentrate sull’interezza della propria persona, a partire (ma solo a partire) dal corpo e dal respiro, insieme con un lavoro sulla mente, è fondamentale per lo sviluppo di una consapevolezza e conoscenza di sé, del proprio spirito e della propria energia. “Il lavoro sul Qi” (significato letterale del termine “Qigong”) comprende, infatti, molti diversi livelli di esperienza e di conoscenza, secondo la finalità che ci si prefigge e secondo le necessità stesse del praticante.

Il termine Qigong è molto moderno, rappresenta una denominazione trovata negli anni ‘30 e non completamente chiara, perché vaga e con un significato molto ampio. Era molto tempo che si cercava un nome che potesse raggruppare tutto un insieme di tecniche e pratiche varie e diversissime tra loro, sviluppatesi nel corso di migliaia d’anni. Comprende tecniche alla base delle Arti Marziali, metodi di Meditazione per entrare in contatto con l’universo e la vita interna ed esterna a noi, tecniche di automassaggio, esercizi di Ginnastica Medica, terapeutici per un’infinità di problemi e patologie, tecniche psicofisiche o più propriamente mentali con lo scopo di formare il carattere e la personalità nelle sue caratteristiche di Rettitudine, Onestà, Generosità, Comprensione, … fino ad ottenere di una vera Saggezza, e più in generale tecniche che puntano alla vera Longevità: “Chang sheng pu lao” (lett. “Vivere a lungo senza invecchiare”).

La cosa più importante da chiarire, quando mi chiedono cosa è il Qigong, è che il Qigong non è solo Medicina, non è solo Arti Marziali, non è solo Meditazione; è tutto questo ed anche oltre. Intendo dire che è un lavoro a sé, che rientra in un campo o nell’altro, secondo il tipo di lavoro e dello scopo che il praticante si propone. Su alcune riviste cinesi specializzate, perfino “La pratica del digiuno” fa parte del Qigong. Questo proprio perché … è “lavoro sul QI”, niente di più e niente di meno. Due delle classificazioni più note, sono proprio quelle che distinguono le tecniche in base al tipo

  • di lavoro: postura (il qigong statico, come il “Kongjingong” o “Qigong della forza vuota”), movimento corporeo (tra le tecniche di qigong dinamico abbiamo il Taijiquan), respirazione (come le tecniche del “Tugu naxin” o “Sputare il vecchio per assorbire il nuovo”), massaggio (su di sé e sugli altri), meditazione, eccetera.
  • di scopo: Qigong medico, confuciano, taoista, buddista e marziale.

Tuttavia le classificazioni, sono un qualcosa d’esterno alla pratica vera e propria, infatti, spesso lo stesso esercizio può avere scopi e funzionalità differenti. Mi è capitato, in passato, di fare seminari introduttivi insieme con maestri d’arti marziali, e di vedere, quindi, lo stesso esercizio praticato in due modi completamente differenti: per un lavoro più marziale da una parte, più medico o meditativo dall’altra.

Nei manuali e nei testi classici base del monastero “Shaolin”, centro famoso tutt’ora per le arti marziali, è detto: “Ci sono due punti base del Qigong: il primo è ‘coltiva l’energia (yang qi)’ ed il secondo è ‘Pratica l’energia (lian qi)’; quando l’energia è coltivata (il termine yang ha il senso di generare, far nascere, sviluppare, coltivare), non va più via, permane, e permanendo puoi praticarla (nel senso qualitativo e quantitativo del termine), e facendo ciò costantemente, sviluppi le tue capacità.”

L’essere umano ha tre capacità “esterne” apparenti (relative al contatto con l’esterno che ha l’organismo): la sensibilità, il movimento (azione) e la mente (facoltà cerebrale, emotiva e sensitiva). Queste tre potenzialità di base sono fondamentali per l’esistenza e la qualità di vita dell’essere umano stesso. Il Qigong può permettere alla persona di sviluppare, migliorare e stimolare le capacità di sensibilizzazione, di visualizzazione, oltre che d’immaginazione; può aiutare a rafforzare la persona dando serenità, sicurezza, guidando il pensiero ed il respiro per meglio evitare o frantumare gli ostacoli che la vita ci pone davanti. In questo modo l’individuo può diventare capace di rimanere se stesso in ogni condizione, di affrontare ogni confronto con più serenità, sentendosi più libero e potente.

Nella mia esperienza d’insegnante, ho avuto allievi d’ogni tipo ed età, con interessi e scopi completamente diversi nell’approccio con la pratica del Qigong.
Ci sono:

  • Persone che si avvicinano con semplice curiosità;
  • Malati che cercano una via diretta ed interiore per interagire con la propria malattia e con le cure esterne che seguono;
  • Praticanti d’arti marziali o di vari altri sport, che cercano un lavoro più approfondito e completo, per raggiungere maggiore flessibilità e rendimento nelle loro pratiche;
  • Medici e terapeuti che vogliono un modo per liberare il corpo, la mente e l’animo dalle giornate dedicate a sopportare e supportare le angustie degli altri, e per conoscere a loro volta più in profondità ciò che succede dal punto di vista energetico nei “meandri” dell’intero Essere Vivente;
  • Persone che cercano invece una crescita interiore di comprensione e conoscenza del proprio Io e degli scambi che avvengono tra sé ed il mondo circostante: tra la Natura interiore e quella esteriore, tra Microcosmo e Macrocosmo, per arrivare quindi al raggiungimento del “Dao”.

La parola “Dao” (lett. “Via”) indica la Realizzazione della “Via naturale” in senso taoista, della “Consapevolezza illuminante” in senso buddista, della “Rettitudine consapevole” in senso confuciano, quindi della comprensione dell’“Essenza divina e spirituale di tutte le cose” nelle altre culture religiose, o detto con la Scienza moderna, del “Rapporto intrinseco profondo che lega tutti i fenomeni naturali”.

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